Ordine degli Ingegneri della provincia di Benevento

Mercoledi, 18 Ott

Ultime modifiche:14-10-2017

Tu sei qui: L'Ordine Codice Deontologico

CODICE DEONTOLOGICO E NORME DI ATTUAZIONE APPROVATI
NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI DEL 20.12.2007.

CODICE DEONTOLOGICO

1 - PRINCIPI GENERALI
1.1 La professione di ingegnere deve essere esercitata nel rispetto delle leggi dello
Stato, dei principi costituzionali e dell’ordinamento comunitario.
La professione di ingegnere costituisce attività di pubblico interesse.
L'ingegnere è personalmente responsabile della propria opera e nei riguardi della
committenza e nei riguardi della collettività.
1.2 Chiunque eserciti la professione di ingegnere in Italia, anche se cittadino di altro
Stato, è impegnato a rispettare e far rispettare il presente codice deontologico finalizzato
alla tutela della dignità e del decoro della professione.
1.3 Le presenti norme si applicano per le prestazioni professionali rese in maniera sia
saltuaria che continuativa.
1.4 L'ingegnere adempie agli impegni assunti con cura e diligenza, non svolge
prestazioni professionali in condizioni di incompatibilità con il proprio stato giuridico,
né quando il proprio interesse o quello del committente siano in contrasto con i suoi
doveri professionali.
L'ingegnere rifiuta di accettare incarichi per i quali ritenga di non avere adeguata
preparazione e/o quelli per i quali ritenga di non avere adeguata potenzialità per
l'adempimento degli impegni assunti.
1.5 L'ingegnere sottoscrive solo le prestazioni professionali che abbia personalmente
svolto e/o diretto; non sottoscrive le prestazioni professionali in forma paritaria,
unitamente a persone che per norme vigenti non le possono svolgere.
L'ingegnere sottoscrive prestazioni professionali in forma collegiale o in gruppo solo
quando siano rispettati e specificati i limiti di competenza professionale e di
responsabilità' dei singoli membri del collegio o del gruppo.
Tali limiti dovranno essere dichiarati sin dall'inizio della collaborazione.
1.6 L'ingegnere deve costantemente migliorare ed aggiornare la propria abilità a
soddisfare le esigenze dei singoli committenti e della collettività per raggiungere il
miglior risultato correlato ai costi e alle condizioni di attuazione.
2 - SUI RAPPORTI CON L'ORDINE
2.1 L'appartenenza dell'ingegnere all'Ordine professionale comporta per lo stesso il
dovere di collaborare con il Consiglio dell'Ordine.
Ogni ingegnere ha pertanto l'obbligo, se convocato dal Consiglio dell'Ordine o dal suo
Presidente, di presentarsi e di fornire tutti i chiarimenti che gli venissero richiesti.

2.2 L'ingegnere si adegua alle deliberazioni del Consiglio dell'Ordine se assunte
nell'esercizio delle relative competenze istituzionali.
3 - SUI RAPPPORTI CON I COLLEGHI
3.1 Ogni ingegnere deve improntare i suoi rapporti professionali con i colleghi alla
massima lealtà e correttezza, allo scopo di affermare una comune cultura ed identità
professionale pur nei differenti settori in cui si articola la professione.
3.2 Tale forma di lealtà e correttezza deve essere estesa e pretesa anche nei confronti
degli altri colleghi esercenti le professioni intellettuali ed in particolar modo di quelle
che hanno connessioni con la professione di ingegnere.
3.3 L'ingegnere deve astenersi da critiche denigratorie nei riguardi di colleghi e, se ha
motivate riserve sul comportamento professionale di un collega, deve informare il
Presidente dell'Ordine di appartenenza ed attenersi alle disposizioni ricevute.
3.4 L'ingegnere che sia chiamato a subentrare in un incarico già affidato ad altri, potrà
accettarlo solo dopo che il committente abbia comunicato ai primi incaricati la revoca
dell’incarico; dovrà inoltre informare per iscritto i professionisti a cui subentra e, in
situazioni controverse, anche il Consiglio dell’Ordine.
3.5 L'ingegnere si deve astenere dal ricorrere a mezzi incompatibili con la propria
dignità per ottenere incarichi professionali, come l'esaltazione delle proprie qualità a
denigrazione delle altrui o fornendo vantaggi o assicurazioni esterne al rapporto
professionale.
4 - SUI RAPPORTI CON IL COMMITTENTE
4.1 Il rapporto con il committente è di natura fiduciaria e deve essere improntato alla
massima lealtà, chiarezza e correttezza.
4.2 L'ingegnere è tenuto al segreto professionale; non può quindi, senza esplicita
autorizzazione del committente, divulgare quanto sia venuto a conoscere
nell'espletamento delle proprie prestazioni professionali.
4.3 L'ingegnere deve definire preventivamente e chiaramente con il committente, nel
rispetto del presente codice, i contenuti, compensi e termini degli incarichi professionali
conferitigli.
4.4 Nei rapporti con il committente, sia pubblico che privato, le prestazioni devono
essere retribuite secondo le norme vigenti. Resta fermo l’obbligo di rispettare i principi
di cui all’art. 36 della Costituzione, nonché di salvaguardare il decoro della professione
ai sensi dell’art. 2233 c.c..

4.5 L'ingegnere non può accettare da terzi compensi diretti o indiretti, oltre a quelli
dovutigli dal committente, senza comunicare a questi natura, motivo ed entità ed aver
avuto per iscritto autorizzazione alla riscossione.
4.6 L'ingegnere è inoltre tenuto ad informare il committente, nel caso abbia rapporti di
interesse su materiali o procedimenti costruttivi proposti per lavori attinenti il suo
incarico professionale, quando la natura e la presenza di tali rapporti possano ingenerare
sospetto di parzialità professionale o violazione di norme di etica.
5 - SUI RAPPORTI CON LA COLLETTIVITA' E IL TERRITORIO
5.1 Le prestazioni professionali dell'ingegnere saranno svolte tenendo conto
preminentemente della tutela della vita e della salute dell'uomo.
5.2 L'ingegnere è tenuto ad una corretta partecipazione alla vita della collettività cui
appartiene e deve impegnarsi affinché gli ingegneri non subiscano pressioni lesive della
loro dignità.
5.3 Nella propria attività l'ingegnere è tenuto, nei limiti delle sue funzioni, ad evitare
che vengano arrecate all'ambiente nel quale opera alterazioni che possano influire
negativamente sull'equilibrio ecologico e sulla conservazione dei beni culturali, artistici,
storici e del paesaggio.
5.4 Nella propria attività l'ingegnere deve mirare alla massima valorizzazione delle
risorse naturali e al minimo spreco delle fonti energetiche.
6 - SULLA PUBBLICITA’
6.1. Fermo restando il divieto di pubblicità comparativa o denigratoria è consentito
svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le
caratteristiche del servizio offerto e i criteri per la determinazione degli onorari delle
prestazioni e dei costi.
6.2. Il Consiglio dell’Ordine vigila sul rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e
veridicità del messaggio pubblicitario.
6.3. L’utilizzo distorto dello strumento pubblicitario e la violazione dei limiti e principi
precisati nei precedenti commi 1 e 2 e delle norme vigenti in materia, costituisce
illecito disciplinare.
7 – SULLE FORME ASSOCIATIVE DELL’ATTIVITA’ PROFESSIONALE
7.1. I servizi professionali, anche di tipo interdisciplinare, possono essere forniti agli
utenti in forma associativa o societaria nei modi e nei termini di cui alle norme vigenti.

7.2. Le prestazioni professionali devono essere rese sotto la direzione e responsabilità di
uno o più soci/associati, il cui nome deve essere preventivamente comunicato al
committente.
8- DISPOSIZIONI FINALI
8.1 Il presente codice è accompagnato da norme attuative elaborate dal C.N.I., norme
che potranno essere integrate da ciascun Consiglio Provinciale dell'Ordine purché
elaborate non in contrasto con il presente codice per una migliore tutela dell'esercizio
professionale e per la conservazione del decoro della categoria nella particolare realtà
territoriale in cui lo stesso Consiglio è tenuto ad operare.
8.2 Il presente Codice è depositato presso il Ministero di Grazia e Giustizia, il Consiglio
Nazionale degli Ingegneri, gli Ordini Provinciali, gli Uffici Giudiziari e Amministrativi
interessati.

 

NORME DI ATTUAZIONE DEL CODICE DEONTOLOGICO


PREMESSA
Le presenti norme hanno lo scopo di fornire indicazioni sull'applicazione del codice
deontologico. Si riportano alcune situazioni applicative che non devono essere
considerate esaustive, intendendo così che particolari casi, non espressamente indicati,
non debbono essere considerati esclusi.
Ogni violazione al codice deontologico comporta l'applicazione delle sanzioni
disciplinari previste dal Regolamento per le professioni di ingegnere ed architetto
approvato con R.D. 23.10.1925 n. 2537.
1 - SULLE INCOMPATIBILITA'
1.1 Si ravvisano le condizioni di incompatibilità principalmente nei seguenti casi:
° posizione di giudice in un concorso a cui partecipa come concorrente (o
viceversa) un altro professionista che con il primo abbia rapporti di parentela o
di collaborazione professionale continuativa, o tali comunque da poter
compromettere l'obiettività del giudizio;
° abuso, diretto o per interposta persona, dei poteri inerenti la carica ricoperta per
trarre comunque vantaggi per sé e per gli altri;
° esercizio della libera professione in contrasto con norme specifiche che lo
vietino e senza autorizzazione delle competenti autorità (nel caso di ingegneri
dipendenti, amministratori, ecc.);
° collaborazione sotto qualsiasi forma alla progettazione, costruzione,
installazione, modifiche, riparazione e manutenzione di impianti, macchine,
apparecchi, attrezzature, costruzioni e strutture per i quali riceva l'incarico di
omologazione, collaudo, o di visite periodiche ai fini della sicurezza;
° fermo restando quanto disposto dall'art. 41/bis della legge 765/1967 e da ogni
altra disposizione statale o regionale in materia, l'ingegnere che rediga o abbia
redatto un piano regolatore, un piano di fabbricazione, o altri strumenti
urbanistici d'iniziativa pubblica nonché il programma pluriennale d'attuazione,
deve astenersi, dal momento dell'incarico fino all'approvazione, dall'accettare da
committenti privati incarichi professionali di progettazione inerenti l'area
oggetto dello strumento urbanistico.
Considerate le difficoltà burocratico-amministrative degli Enti pubblici e le inerzie
politiche che possono dilatare il tempo intercorrente tra l'assunzione dell'incarico e
l'approvazione definitiva degli strumenti urbanistici, si ritiene necessario precisare che il
periodo di tempo di incompatibilità di cui alle norme deontologiche deve intendersi
quello limitato sino alla prima adozione dello strumento da parte dell'amministrazione
committente.
Tale norma è estesa anche a quei professionisti che con il redattore del piano abbiano
rapporti di collaborazione professionale continuativa in atto.
1.2 Si manifesta incompatibilità anche nel contrasto con i propri doveri professionali
quali:

con un subappalto del lavoro intellettuale o che
porti allo sfruttamento di esso; deve inoltre rifiutarsi di legittimare il lavoro abusivo.
2- SUI RAPPORTI CON GLI ORGANISMI DI AUTOGOVERNO
2.1 Gli impegni che il Consiglio dell'Ordine, la Federazione e/o la Consulta regionale e
il Consiglio Nazionale richiedono di norma ai loro iscritti sono i seguenti:
° comunicare tempestivamente al Consiglio le nomine ricevute in rappresentanza
o su segnalazione dello stesso o di altri organismi;
° svolgere il mandato limitatamente alla durata prevista di esso;
° accettare la riconferma consecutiva dello stesso incarico solo nei casi ammessi
dal Consiglio o da altro organismo nominante;
° prestare la propria opera in forma continuativa per l'intera durata del mandato,
seguendo assiduamente e diligentemente i lavori che il suo svolgimento
comporta, segnalando al Consiglio dell'Ordine con sollecitudine tutte le
violazioni o supposte violazioni a norme deontologiche, come a leggi dello
Stato, delle quali sia venuto a conoscenza nell'adempimento dell'incarico
comunque ricevuto;
° presentare tempestivamente le proprie dimissioni nel caso di impossibilità a
mantenere l'impegno assunto;
° controllare la perfetta osservanza delle norme che regolano i lavori a cui si
partecipa.
3 - SUI RAPPORTI CON I COLLEGHI E I COLLABORATORI
3.1 I rapporti fra ingegneri e collaboratori sono improntati alla massima cortesia e
correttezza.
3.2 L'ingegnere assume la piena responsabilità della organizzazione della struttura che
utilizza per eseguire l'incarico affidatogli, nonché del prodotto della organizzazione
stessa; l'ingegnere copre la responsabilità dei collaboratori per i quali deve definire,
seguire e controllare il lavoro svolto e da svolgere.
3.3 L'illecita concorrenza può manifestarsi in diverse forme:
° critiche denigratorie sul comportamento professionale di un collega;
° offerta delle proprie prestazioni attraverso la proposta ad un possibile
committente di progetti svolti per autonoma iniziativa;

° operazioni finalizzate a sostituire un collega che stia per avere o abbia avuto un
incarico professionale;
° attribuzione a sé della paternità di un lavoro eseguito in collaborazione senza che
sia chiarito l'effettivo apporto dei collaboratori;
° utilizzazione della propria posizione presso Amministrazioni od Enti Pubblici
per acquisire incarichi professionali direttamente o per interposta persona;
° partecipazione come consulente presso enti banditori o come membro di
commissioni giudicatrici di concorsi che non abbiano avuto esito conclusivo per
accettare incarichi inerenti alla progettazione che è stata oggetto del concorso;
° abuso di mezzi pubblicitari della propria attività professionale e che possano
ledere in vario modo la dignità della professione.
4 - SUI RAPPORTI CON IL COMMITTENTE
4.1 L’ingegnere non può, senza autorizzazione del committente o datore di lavoro,
divulgare i segreti di affari e quelli tecnici, di cui è venuto a conoscenza
nell'espletamento delle sue funzioni. Egli, inoltre, non può usare in modo da
pregiudicare il committente le notizie a lui fornite nonché il risultato di esami, prove e
ricerche effettuate per svolgere l'incarico ricevuto.
4.2 L'ingegnere può fornire prestazioni professionali a titolo gratuito solo in casi
particolari quando sussistano valide motivazioni ideali ed umanitarie.
4.3 Possono non considerarsi prestazioni professionali soggette a remunerazione tutti
quegli interventi di aiuto o consulenza rivolti a colleghi ingegneri che, o per limitate
esperienze dovute alla loro giovane età o per situazioni professionali gravose, si
vengono a trovare in difficoltà.
5 - SUI RAPPORTI CON LA COLLETTIVITA' ED IL TERRITORIO 5.1
Costituisce infrazione disciplinare l'evasione fiscale nel campo professionale purché
definitivamente accertata.

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